Commissioni della domenica

Dopo un pranzo un pò “indigesto”, quando fuori piove e il libro implora attenzioni, la richiesta perentoria di una madre che esige la tanto sponsorizzata “pochette porta-papalina” giunge ai miei orecchi come una melodia di gioia e festosità.

L’artificio sopra descritto è una semplice bustina in stoffa foderata e rifinita con un bottone colorato, ideato durante i primi freddi autunnali per rispondere ad un’esigenza concreta e di grande rilevanza: custodire gli arnesi anti-congelamento una volta riposti in borsa. Sono certa che lo scompenso provocato dalla vista di berrette di lana incastrate nelle chiavi di casa o guanti sfilacciati intrappolati nelle cerniere della cartella da lavoro sono sensazioni diffuse e comuni a chiunque di voi necessiti del corredo completo anti-geloni mani/orecchie ogni volta che esce di casa. Realizzato il primo prototipo sui toni del blu (della serie: per non sbagliare), la pochette per la papalina è diventata un oggetto di culto: c’è chi l’ha commissionata per riciclare una borsetta estiva (forse convinto dei benefici effetti della terapia del ricordo) e chi, come l’avvocato di famiglia, ha richiesto un modello degno degli ambienti in cui sarebbe stata estratta con orgoglio e soddisfazione.

DSCN1053 Le righe, si sa, sono di moda nella loro intrinseca finezza. Il rosso è il colore dell’inverno, anche se la versione disponibile nell’archivio tessuti  non è proprio il massimo dello stile.
Qui ho preparato i due strati: righe per l’esterno, rosso per la fodera; ho tagliato due rettangoli abbastanza lunghi da poter essere piegati in tre parti, come una busta. Per aumentare il livello di difficolta ( e occupare quindi un’altra fetta di pomeriggio rubato allo studio) ho pensato di sfalsare le righe in modo che fossero verticali sul retro e orizzontali nella parte anteriore.
Sicura di me – e della fidata Singer – ho fissato i lati con qualche spillo, e ho cucito a rovescio le due parti separatamente.

PS: la tecnica per foderare accessori e abbigliamento è frutto di infiniti esperimenti e arrotolamenti insensati di stoffe sovrapposte. Non è possibile riprodurre i diversi passaggi in un elenco ordinato di parole. Potrei mettere in scaletta una razionalizzazione mentale del procedimento e proporla qui: chissà, magari per festeggiare un esame !

Per una serie inspiegabile di fortunate congiunture, ho sovrapposto le due parti della pochette così da fissare la fodera all’esterno: prima nella parte anteriore, poi in quella posteriore e della ribalta.

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Per un pelo non sigillo il pacchetto completo, e in extremis mi ricordo di lasciare un pò di centimetri aperti per girare  INSIDE-OUT le due parti cucite.
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Ovviamente, i centimetri lasciati all’ultimo non sono bastati per fissare all’interno delle cuciture il quadratino di stoffa rigata pensato come asola. Così, mentre la mente frullava alla ricerca di un’idea di riserva, ho richiuso a mano l’ultima parte della cucitura.

DSCN1074 Escogitato il piano B, ho sistemato la bustina con asola e bottone. All’ora del tè, la pochette, riposta con cura in borsa, conteneva berretta e guanti già pronti per la battaglia contro il gelo del lunedì mattina.
DSCN1076                                                       DSCN1080

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