L’ Afrique…

” Ho nel cuore un desiderio,
che mi porta molto lontano…”

Lontano come ero un anno fa esatto, quando approdavo in una terra misteriosa e piena di contraddizioni, ma così affascinante e indimenticabile…
L’ Africa è un posto che se non ci vai non te lo riesci a immaginare, e anche quando ci vai ti riempie la testa di pensieri, di domande, di interrogativi scomodi che riescono a mettere in discussione tutti tuoi schemi: ad un certo punto, non sai bene come, arrivi a chiederti se il posto dove abiti sia proprio sulla stessa Terra, o se invece l’aereo non ti abbia portato in un altro pianeta.
Inutile descrivere come, improvvisamente, la mente confusa dalle mille contraddizioni che non sa risolvere si ritrovi svuotata di quei meccanismi che ormai funzionavano in automatico: i valori e i metri di giudizio che sono nati e cresciuti con te, insieme alla cultura di cui sei figlio, sembrano inadeguati e fallaci; gli ideali e le ambizioni con cui guardi al futuro risultano così superficiali e sconsiderati da metterti in imbarazzo di fronte a te stesso.
Lì, in Africa, c’è qualcosa che ti spinge a ripensarti e a cercare una dimensione di vita più consapevole. Non a rinnegare la civiltà in cui il caso ha voluto che nascessi, ma a rivedere il tuo posto lì in mezzo e, qualunque sia la strada su cui ti rimetti a camminare dopo la deviazione che ti ha portato laggiù, i tuoi occhi la vedranno diversamente.
Fuori dalle solite semplici considerazioni sulla storia e sulla politica, un mese di vita africana agisce come un tornado nella mente e nel cuore, devasta e spazza via, scatena degli istinti profondamente umani ma incredibilmente simili a quelli animali e poi, sulla radura desolata che ti lascia dentro, riporta il sole caldo dell’equatore.

Sotto quel sole giallo – che sul villaggio tanzaniano non si affacciava mai prima del mezzogiorno – mi sono distesa ogni pomeriggio, a condividere i pensieri e le emozioni con le persone che mi sono trovata accanto. Come in ogni lungo viaggio, chi percorre insieme a te la strada diventa parte integrante dell’esperienza: quelle che hanno camminato con me le hanno anche dato un senso diverso. Alla forza sconvolgente di quello che ogni giorno vedevo, alla profondità dei pensieri che l’immersione in quel contesto suscitava, loro hanno saputo aggiungere la dolcezza e la sensibilità dell’incontro, la durezza rivelatrice del confronto, la spensieratezza delle risate.
Sono stati loro che hanno trasformato un viaggio, una sfida personale con me stessa, un momento di servizio e dono di sé in un percorso di crescita insieme, in un momento di relazione autentica e di proiezione verso l’altro.

Un viaggio dentro il viaggio: questa è stata l’Africa per me, un anno fa.

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