Day # 17 – At the end of my comfort zone?

Tra gli aforismi che regolarmente intasano le bacheche dei social network, tempo fa intercetto casualmente una bella immagine dal sapore di viaggi oltre confine con su scritta una frase che potrei collocare a metà strada tra il manuale completo del training autogeno e la guida pratica per timidi imbranati (rigorosamente in inglese e senza fonte).
Dice: “life begins at the end of your comfort zone”. 

Mi ispira, la salvo tra le immagini e lì la dimentico per qualche mese.

Oggi, giorno diciassette dalla manovra correttiva con cui ho invertito la mia rotta in cerca di novità, l’aforisma del coraggio e dell’apertura al cambiamento si ripresenta in bacheca.

Un segno del destino?
Un esempio lampante di monotonia estrema dei social network moderni?

Entrambe le cose, forse.
Più probabilmente la seconda.

Resta il fatto che l’interrogativo si piazza prepotente nel cervello e non mi abbandona, stimolando riflessioni fin troppo elaborate sulla portata reale del cambiamento che cerco per la mia vita in questo momento.
Mentre pedalo veloce mi spinge a domandarmi se cambiare lavoro sia la chiave di accesso per una trasformazione reale, di quelle che agiscono negli spazi più profondi, o non sia invece una semplice ristrutturazione della facciata, una novità all’apparenza rivoluzionaria che lascia però intatta la sostanza.
Tra gli scaffali del supermercato mi pungola sulla mia effettiva capacità di allontanarmi dal tepore delle certezze per affacciarmi su qualcosa di nuovo e per questo sconosciuto, forse pericoloso, forse peggiore di ciò che mi lascio alle spalle.
In ascensore arriva persino a mettere in dubbio quelle certezze, annebbiando i confini di quella comfort zone da cui – teoricamente – si dovrebbe uscire per far spazio alla vita.
Ma quando apro la porta di casa e ne percepisco il calore, il profumo, quando ad aspettarmi trovo due gatti affamati e una pianta rovesciata dai suddetti durante una battuta di caccia inventata, mi accorgo di aver – come sempre – spinto all’estremo il senso di un’intelligente provocazione.
Non è un salto nel buio quello che si chiede a chi cerca il cambiamento. E non è  necessariamente fuori dalla comfort zone che bisogna andare per fare spazio alla vita.

A dimostrarmi il senso profondo del cambiamento di cui sto andando in cerca ci sono – fatalmente – progetti di cucito finalmente realizzati, piccoli pensieri creati per aumentare il comfort (sì, proprio lui!) nella quotidianità delle persone del cuore, prelibatezze cucinate per dare ristoro al corpo e soddisfazione allo spirito, semplici oggetti inutili che inaugurano la stagione del comfort (ancora lui!) per eccellenza: l’autunno.


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PS. L’autore dell’aforisma in questione pare essere Mr Neale Donald Walsh, scrittore americano autore della serie in nove volumi “Conversations with God”.

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